Quale stagione

Siamo fortunati: non siamo alberi. Una fortuna però pesante di responsabilità. Non possiamo dire di essere fatti così, di non poterci far nulla, di non poter cambiare. Nessuno nasce cattivo e destinato a produrre frutti cattivi. Nessuno può nemmeno presumere di rimaner per sempre giusto. Non siamo alberi, siamo persone, anime incarnate. Ogni giorno dobbiamo comprendere quale stagione della vita stiamo vivendo, per decidere che frutto produrre. Perché chi si ferma alla nostra ombra trovi sempre di che nutrirsi.

Mt 7,15-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+7%2C15-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Anche voi a loro

Cammina, cammina sempre dritto. “Fa’ quel che ti senti”, dicon tutti. E così sia, fallo. Ricorda però che la Terra è tonda e, prima o poi, incontrerai delle orme. Son le tue, che anni prima passasti di lì. Sei tu che seminasti ciò che ora raccogli. Parole, pensieri, sorrisi, egoismi, speranza o malumori, tutto è un seme che farà frutto. Un frutto che dovrai mangiare. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

Mt 7,12-14 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+7%2C+12-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Sintonia

L’incantesimo l’aveva reso muto, non sordo. Per quale motivo quindi gli domandavano con cenni quale nome imporre al bambino? Fa sorridere la scena di questi che, comunicando con Zaccaria, di fatto lo imitano. Succede lo stesso quando si parla ad uno straniero usando una terza lingua, straniera a sua volta per entrambi: si tende a compiere gli errori dell’altro. Assumiamo l’accento, la postura, le espressioni, il tono di voce degli altri pur di arrivare, pur di farcela a comunicare. Siamo dei grandi imitatori inconsapevoli! Sembra proprio che una legge più forte di noi ci spinga alla sintonia.

Natività Giovanni Battista Lc 1 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C57-66.80&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Ogni bocca è Corpus Domini

Avevano ragione. Avevano tutte le ragioni del mondo. Mangione e beone, gli avevano detto alle spalle appena si era fatto notare coi suoi miracoli e i suoi strani seguaci. Mangiate e bevete, erano state le sue parole la sera prima di morire. Aveva però aggiunto di farlo in sua memoria. Di ripetere cioè quel suo gesto sugli altari del mondo, ma non solo. Ogni bocca è un altare da sfamare, un sorriso da aprire con un sorso di vino. E finchè le folle sono in cerca di cibo, la Messa non è finita e non ce ne possiamo andare in pace.

Corpus Domini http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=1Cor+11%2C23-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+9%2C12-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Photo by Nico D.S.

Mentre là fuori

Avesse detto “se”, gli avrei dato torto. Di gente che non sa se mangerà, se berrà, se si vestirà, ce n’è così tanta che dirle di non preoccuparsi è, a dir poco, di cattivo gusto. Il problema è che questo miliardo di poveri non lo vediamo, non gira dalle nostre parti e, se ci prova, apriti cielo (e chiuditi porto). Così, per noi, fame è sinonimo di appetito, sete di “con bolle o senza”, essere nudi di “non so cosa mettermi”. Viviamo dunque preoccupati di che cosa mangeremo o berremo o indosseremo, mentre siamo tra i pochi che potrebbero godersela davvero questa vita, attimo per attimo, con calma, senza pensieri, sapendo che all’occorrenza ci basterà aprire il frigo o l’armadio e scegliere che cosa prenderci. Mentre là fuori, nel mondo, la domanda è “se” qualcosa c’è.

Mt 6,24-34 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+6%2C24-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Rapporto ONU http://asvis.it/goal1/home/351-3084/il-rapporto-onu-per-lhigh-level-political-forum-2018-luci-e-ombre-degli-sdgs

In foto: “negozio” di vestiti nella capitale di Timor Est

Come sarebbe

Altro che! Accumulare è bellissimo. Mucchi di vestiti, di scarpe, di libri. Oggetti d’ogni tipo, collezioni, soprammobili, quadri. E poi cibo negli armadi e freezer pieni di gelati e di ghiaccio da lasciare cadere in un bicchiere di coca. Come faremmo senza tutto ciò? Come faremmo ad essere felici se tutto questo lo tenessimo per noi? Come sarebbe la vita se non potessimo attingere dai tesori accumulati e dare, dare, dare sempre a chi ha bisogno?

Mt 6, 19-23 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+6%2C19-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Prima ancora

Mi sembrava facile, almeno da spiegare. Mi pareva invece difficile farglielo capire. È facile cioè dare la definizione di preghiera. Arduo è convincer Dio che ciò che chiediamo ci serve davvero. Forse a forza di parole si sveglierà e ci presterà un po’ d’attenzione. “Come dicevi, scusa? – ci dirà indaffarato – Ah sì, ricordo… Farò il possibile” e ci accompagnerà alla porta. Se però fosse il contrario? Se lui sapesse quali cose abbiamo bisogno ancora prima che gliele chiediamo? Ma allora a che servirebbe pregare? Forse a chiarirci le idee. Solo pregando infatti si calmano i pensieri e dal caos emergono i profondi desideri. Quelli che Dio già conosceva e che a noi erano ancora nascosti.

Mt 6,7-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+6%2C7-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

In foto: Pavia, San Michele, cripta