Se li aiuti

Pensare che alcuni, se fan del bene, voglion che si sappia! Targhe commemorative, iscrizione del nome tra i benefattori, adozioni a distanza che esigono la letterina del bimbo a mo’ di ricevuta… Gesù invece la sapeva lunga. Se aiutava qualcuno lo ammoniva severamente di non dirlo a nessuno. Anzitutto perché ciò che resta segreto è più potente ed efficace. E poi perché aiutare chi davvero ha bisogno è un po’ come rompere un argine: ti verranno a cercare anche nel deserto.

Mc 1,40-45 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+1%2C40-45&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Altrove

Noi abbiamo paura del vicino, a te non bastava il mondo. Altrove, altrove, andiamocene altrove – dicevi sempre – perché io predichi anche là. E predicare era per te sinonimo di prender per mano, rialzare e guarire. Perché l’unica predica efficace è quella di chi fa quello che dice.

Mc 1,29-39 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+1%2C29-39&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Scaccia la paura

Paura, abbiamo sempre tanta paura. Quando siamo tristi, temiamo sia per sempre. Quando siamo felici, qualcuno potrebbe venire a rovinarci l’incanto. Ogni bugia è figlia della paura. Per paura rimandiamo un confronto e una parola franca. Ma chi ha la vera libertà scaccia il demone della paura e vive la vita ogni giorno come un insegnamento nuovo.

Mc 1,21-28 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+1%2C21-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Come 2000 anni fa

Quattro pescatori e due barche. Questa foto l’ho scattata settimana scorsa ad Ataùro, non duemila anni fa in Galilea. È il miglior commento al Vangelo di oggi. Ci sono ancora persone che non possono programmare i risultati del loro lavoro. Possono solo lavorare. La pesca è come l’amore: non sai mai se ne valga la pena. Dunque non ci pensi e peschi, non calcoli e ami. Per questo li scelse.

Mc 1,14-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+1%2C14-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Figlio diletto

Come il pesce non percepisce l’esistenza dell’acqua ma semmai la sua assenza, così noi con l’aria. Ce ne dimentichiamo, salvo il soffocare in sua mancanza. Lo stesso è con Dio: ci viviamo immersi, ma pochissimi ne sono consapevoli. Gesù invece percepiva in ogni istante questa immersione, questo battesimo. Come un feto che fosse cosciente di nuotare immerso in acqua calda, protetto e nutrito, Gesù godeva del suo essere figlio e non riusciva a chiamare Dio in altro modo che Padre/Madre.

Battesimo di Gesù Lc 3 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+3%2C15-16.21-22&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Bruttezza

Ti sarebbe bastato dire soltanto una parola – lo sappiamo – e il lebbroso sarebbe guarito. Ma non ti saresti distinto dall’altra gente, da quelli che lo tenevano a debita distanza. Lo toccasti dunque. Non perché il miracolo riuscisse ma perché lui, almeno una volta, non si sentisse ripugnante. Lo toccasti così com’era, brutto e impressionante. Lo toccasti prima che fosse guarito, perché da sano l’avrebbero toccato tutti. Ti costò molto, dovesti superarti, vincere lo stomaco, l’odore e il disagio. Forse gli desti più gioia toccandolo nella sua bruttezza, che guarendolo dalla malattia.

Lc 5,12-16 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+5%2C12-16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1